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Accordo con Ancona per sistemare Mezzavalle mentre per il
Passo del Lupo Sirolo ha detto no
Il presidente Giacchetti: “Noi siamo per mettere i
percorsi in sicurezza, ma dopo le ordinanze serve la collaborazione dei Comuni”
Sentieri vietati, il Parco cerca l’intesa con i sindaci
Ancona Chiusi per ordinanza ma spesso affollati. Sbarrati da divieti, quando non
da cancellate in ferro, eppure battuti ogni giorno da escursionisti e bagnanti.
Senza manutenzione ormai da anni, privi anche della segnaletica, ma anche
quest’estate solcati da passeggiatori non sempre attrezzati, che a volte
s’avventurano in ciabatte da spiaggia dove invece servirebbero scarponcini da
trekking. E’ il paradosso di alcuni dei più suggestivi itinerari del Parco del
Conero, sei dei diciotto che fanno parte della sentieristica ufficiale, chiusi
da diversi anni da sindaci preoccupati dei cedimenti della falesia. Il
presidente del Parco, Lanfranco Giacchetti, è d’accordo con Legambiente, che
chiede di superare la fase dei divieti a tappetto (che dura dal 2003) e di
valutare caso per caso la sicurezza dei sentieri riprendendo comunque la
manutenzione dei tracciati. “Il problema - dice - è che i nostri propositi poi
si infrangono contro l’autorità legittima dei sindaci, che decidono di vietare
il passaggio per il pericolo dei crolli”. Giacchetti fa l’esempio del Passo del
lupo, il sentiero che scende verso la spiaggia delle Due Sorelle. “Come Parco
avevamo fatto un progetto e stanziato fondi per sistemare almeno la parte alta,
quella più critica. L’abbiamo proposto all’allora sindaco di Sirolo Giuseppe
Misiti che però non si è fidato e ha confermato l’ordinanza di divieto per
motivi di sicurezza. Adesso riprenderemo il discorso con la nuova
amministrazione”. Con la neonata giunta comunale di Ancona la collaborazione già
funziona. “Loro hanno fatto un progetto per la sistemazione di un tratto del
sentiero di Mezzavalle - spiega il presidente Giacchetti - e noi lo abbiamo
finanziato. Servono integrazione e sinergia tra Parco del Conero ed enti locali.
Noi vorremmo che i sentieri fossero tutti percorribili a piedi perché hanno
vedute meravigliose. Dopo però c’è un’autonomia dei sindaci, si cerca di trovare
un punto di incontro”. Delicato anche l’equilibrio da raggiungere con i
proprietari. Qualcuno, com’è successo al sentiero della Vedova, chiude lo
stradello con un cancello e il tribunale gli dà ragione perché le ordinanze
sindacali vietano il transito per il pericolo di crolli. “Serve buon senso anche
da parte dei privati - è l’augurio di Giacchetti -, cercando se possibile
situazioni che garantiscono sia la loro tranquillità che la fruibilità dei
percorsi”.