Articolo del giorno 01/08/2009 dal Corriere Adriatico


Accordo con Ancona per sistemare Mezzavalle mentre per il Passo del Lupo Sirolo ha detto no
Il presidente Giacchetti: “Noi siamo per mettere i percorsi in sicurezza, ma dopo le ordinanze serve la collaborazione dei Comuni”
Sentieri vietati, il Parco cerca l’intesa con i sindaci


Ancona Chiusi per ordinanza ma spesso affollati. Sbarrati da divieti, quando non da cancellate in ferro, eppure battuti ogni giorno da escursionisti e bagnanti. Senza manutenzione ormai da anni, privi anche della segnaletica, ma anche quest’estate solcati da passeggiatori non sempre attrezzati, che a volte s’avventurano in ciabatte da spiaggia dove invece servirebbero scarponcini da trekking. E’ il paradosso di alcuni dei più suggestivi itinerari del Parco del Conero, sei dei diciotto che fanno parte della sentieristica ufficiale, chiusi da diversi anni da sindaci preoccupati dei cedimenti della falesia. Il presidente del Parco, Lanfranco Giacchetti, è d’accordo con Legambiente, che chiede di superare la fase dei divieti a tappetto (che dura dal 2003) e di valutare caso per caso la sicurezza dei sentieri riprendendo comunque la manutenzione dei tracciati. “Il problema - dice - è che i nostri propositi poi si infrangono contro l’autorità legittima dei sindaci, che decidono di vietare il passaggio per il pericolo dei crolli”. Giacchetti fa l’esempio del Passo del lupo, il sentiero che scende verso la spiaggia delle Due Sorelle. “Come Parco avevamo fatto un progetto e stanziato fondi per sistemare almeno la parte alta, quella più critica. L’abbiamo proposto all’allora sindaco di Sirolo Giuseppe Misiti che però non si è fidato e ha confermato l’ordinanza di divieto per motivi di sicurezza. Adesso riprenderemo il discorso con la nuova amministrazione”. Con la neonata giunta comunale di Ancona la collaborazione già funziona. “Loro hanno fatto un progetto per la sistemazione di un tratto del sentiero di Mezzavalle - spiega il presidente Giacchetti - e noi lo abbiamo finanziato. Servono integrazione e sinergia tra Parco del Conero ed enti locali. Noi vorremmo che i sentieri fossero tutti percorribili a piedi perché hanno vedute meravigliose. Dopo però c’è un’autonomia dei sindaci, si cerca di trovare un punto di incontro”. Delicato anche l’equilibrio da raggiungere con i proprietari. Qualcuno, com’è successo al sentiero della Vedova, chiude lo stradello con un cancello e il tribunale gli dà ragione perché le ordinanze sindacali vietano il transito per il pericolo di crolli. “Serve buon senso anche da parte dei privati - è l’augurio di Giacchetti -, cercando se possibile situazioni che garantiscono sia la loro tranquillità che la fruibilità dei percorsi”.